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ROTTAMATORE INFERNACCIO, TAR BOCCIA MARRAZZO E SUONA SVEGLIA A COMUNE PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
martedě 27 luglio 2010
 
Augusto Santori (PDL):
“Necessario che la politica metta mano defintivamente al problema”
 
“L’odierna sentenza del TAR del Lazio annulla la delibera regionale n.61 del marzo 2009 sulla riperimetrazione dei confini della Riserva Naturale della Tenuta dei Massimi, che di fatto scongiurava la costruzione di uno dei più grandi autorottamatori a pochi passi da un’area naturale protetta, includendo anche la collina dell’Infernaccio, e rappresenta una severa condanna all’approssimazione della passata gestione regionale e una sonora sveglia per il Comune di Roma”, così dichiara in una nota Augusto Santori, consigliere del PDL del Municipio XV.
 
“La sentenza n. 27455/2010 – prosegue Santori – deve far riflettere su come sia stata gestita nel tempo la faccenda dei rottamatori a Muratella, contesto nel quale mentre il Comune di Roma programmava urbanisticamente un piano di zona e la Regione definiva, nelle adiacenze dello stesso, i confini di una riserva naturale, nessuno si accorgeva o faceva finta di accorgersi che uno degli impianti a più grande impatto ambientale e paesaggistico doveva sorgere nel mezzo delle due previsioni. Gli errori commessi in seno e in itinere all’iter procedurale di formulazione della delibera regionale, che di fatto ridisegnava i confini della Riserva della Tenuta dei Massimi, fino a ricomprenderne l’Infernaccio, e quindi vincolando l’area a tutela, da parte della passata giunta regionale sono stati oggi puniti da questa pesante sentenza, che oltre a condannare i residenti odierni e futuri di Muratella e del Municipio XV, rappresenta l’ennesimo segnale dell’incapacità della politica”.
“Nello specifico la sentenza, avendo efficacia piena ed immediata – insiste Augusto Santori – permette già nelle prossime ore di riattivare i cantieri per la costruzione dell’impianto di rottamazione e solo un intervento repentino del Comune oggi può mettere fine all’incubo di questo quadrante della città. In tal senso, attualmente giace in Consiglio Comunale una delibera approvata dalla giunta comunale nella quale si prevede espressamente l’avvio di una procedura tesa all’identificazione di un sito alternativo a quello dell’Infernaccio. Credo che sia assolutamente necessario, una volta conclusa l’approvazione del bilancio comunale, portare in discussione questa delibera e individuare un sito alternativo all’interno di aree industriali adeguate e in grado di poter supportare, logisticamente e dal punto di vista della sostenibilità ambientale, un impianto di queste proporzioni”.
 
Roma, 27 Luglio 2010
 
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